La fisica delle abductions.

Dato f=1/T, poniamo che venga aumentata la frequenza f del soggetto; allora si ha una diminuzione di T. Dato che f non è infinita ma solo grandissima, T non è 0 ma solo estremamente piccolo. Quindi gli ospiti hanno pochissimo tempo T per fare le loro cose: ecco perché corrono e vanno di fretta.

 

Dato V=S/T, si ha V=Sf. Se si presume che il soggetto non si sposta nel momento dell’adduzione, perché si mantenga l’uguaglianza, S deve diventare piccolissimo, cioè la probabilità d’esistenza del soggetto collassa quantisticamente, di modo che il soggetto vede le altre cose come ombre (cioè come probabilità d’esistenza). D’altronde il soggetto esiste solo in uno degli universi probabili/paralleli/coesistenti, di modo che qualcuno lo vede e qualcuno no, cioè per qualcuno è ancora lì (pochissimi) mentre la maggioranza lo vede scomparire.

 

Quando l’adduzione termina, il soggetto ricompare dov’era solamente se il tempo T è stato sufficiente, altrimenti si produce una variazione di V e il soggetto è spostato.

 

La mia idea è che per ottenere un valore di f sufficientemente elevato, è necessaria una quantità sterminata di energia, che viene ciucciata da addotti ma soprattutto da altri parassitati. Ho la sensazione che l’adduzione sia un lavoro energeticamente in perdita, per cui se vogliamo evitare ‘sto andazzo occorre intervenire sui parassitati.

Infatti nell’adduzione si usano macchine e ogni macchina per compiere lavoro necessita di energia (che potremmo qui chiamare coscienza nella sua forma più pura e primordiale), di modo che essa può essere ciucciata anche dai non-animici.
Per quanto riguarda la quantistica applicata all’universo nel suo complesso, è da dire che la dimensione di ogni universo è pari a un valore infimo (che è la costante di plank, per cui l’ologramma compatto è grande 10 alla -44 secondi, 10 alla -33 centimetri e 1/2 h(ni) per l’energia). Quindi ogni universo si comporta in realtà come una particella subatomica, ricadendo nella quantistica.

 

Usando la legge di Planck E=hv pongo come ipotesi v=f e al termine della dimostrazione si capirà perché.
Si vede che f è la frequenza che viene accelerata ed E l’energia necessaria, che è quanto affermavo essere necessario.
Dato che h è costante, aumentando E aumenta linearmente f, che è quanto sostenevo accada durante l’abduction.
Ora, in un articolo sulla quantistica uscito su Focus nel Giugno 2008, si legge che: “se h fosse molto più grande di quel che è effettivamente, allora i fenomeni quantistici sarebbero ben visibili nella nostra vita quotidiana”.
Caspita! Ma l’addotto che attraversa le pareti si comporta come il fotone nell’effetto tunnel, tanto per dirne una. Speculando, significa che, IN QUALCHE MODO, l’addotto converte f in h, dimodoché f diminuisce (fino a un certo valore di quiete forse?) e linearmente h aumenta. Forse questo viene fatto dalla pineale del soggetto? E quindi è per questo che viene bombardata con magnetismo pulsante?

Mi sovviene una frase di Einstein, il quale affermava di diffidare di tutte le costanti.
E’ necessaria un’altra formula…

Se ci fossero dubbi sul fatto che non serva E per aumentare f, c’è quanto segue.
E=mc2 ma anche E=hv ma qui parliamo della luce, quindi v è f. Abbiamo allora mc2=hf. Essendo c e h costanti, significa che se cambia f allora cambia anche m, cioè l’aumento di frequenza corrisponde ad aumento di massa. Ecco che l’addotto vede gli altri semitrasparenti, forse perché hanno meno massa di lui; vedendoli, significa che ha la stessa frequenza f dei semitrasparenti!

[maxmerlino 2 luglio 2008 14:58, 2 luglio 2008 16:27, 20 luglio 2008 16:22 – http://sentistoria.freeforumzone.leonardo.it/]

 

Massimo

La fisica delle abductions.ultima modifica: 2009-10-28T22:02:49+00:00da cat-max
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