INTERROGATIVI DELLA MENTE

Nel silenzio e nel rumore si possono avvertire messaggi che arrivano dal nostro Io più profondo. Chiamatelo Anima, inconscio, chiamatelo come più preferite; può essere definito anche Origine. I messaggi portano la voglia e il desiderio di proseguire la battaglia, perché essa è ogni giorno più dura e più difficile. La battaglia deve essere trasformata in arma per controbattere e crescere. Essa, se usata può diventare stimolo di comprensione e di forza; se si è in grado di accoglierla con fiduciosa grinta diventa il nostro muscolo, diventa la nostra arma più minacciosa contro i nemici.

 

Anche quando si crede d’essere soli in mezzo ad un mare in burrasca, ecco che davanti a noi si scruta la Terra!

 

So di un certo Velasco, che rimase nove giorni su una zattera in mezzo al mare, tra squali e tempeste, in assenza di cibo e di acqua, eppure il solo desiderio della vita lo ha portato a non mollare e a combattere, innanzitutto per sé stesso e poi per coloro che dovevano sapere.

Anche se delle volte sembra che la vita ci offra solo sofferenze, bisogna essere in grado di vedere oltre, oltre l’orizzonte, oltre il sole e oltre la pioggia. Si deve lottare perché questo è quello che ci viene proposto dal momento della nostra nascita. Più gioia si sente e più il dolore aumenta, più il dolore cresce e più la gioia entra in noi. E’ la proporzione che accompagna la nostra vita terrena di guerrieri! Non si creda minimamente che se un giorno si è felici, sia probabile che lo si sia anche il giorno dopo, ma al contempo non lo si può escludere. Lo stupore di quel che accade quotidianamente ci contorna di punti esclamativi e interrogativi… !!?!???… E’ LA VITA!!!

 

La gioia e la tristezza viaggiano insieme, in comunione!

 

Quando la comprensione degli eventi diventa “comprensibile”, quando si accettano le modalità del gioco e si sottoscrivono gli accordi, come in un contratto, ecco che ciò che deve accadere, accade e quel che invece non deve succedere, non succede. Ogni cosa non avviene per caso… anche se… qualche volta qualcuno interviene per far sì che il contratto non venga rispettato. Così ci si ritrova a dovere rinnovare le formule, a cambiare le regole in tavola e far in modo che almeno parte del contratto venga osservato. E ricomincia la corsa!!!

 

In genere questo accade perché anche gli inghippi che arrivano dall’esterno sono considerati parte del cosiddetto destino, ma sarà proprio così? Il destino si può cambiare oppure no?

 

Il destino è quel che ognuno vuole che esso sia. Ogni esperienza è personale, singola, anche se interferisce sulle vite altrui. Ma allora come si può capire se il destino di uno è il destino di tutti? Come si può cercare di modificare il proprio, quando si ha l’impressione che se si cerca di cambiarlo, si rischi di modificare anche quello di coloro, ad esempio, che ci stanno vicini? Sembra un gioco a scacchi. Ognuno pensa alla propria vittoria, ma che ne sarà di coloro che giocano con noi. Ad ognuno la propria mossa! Ad ognuno la propria vittoria! … Sperando che la vittoria di qualcuno non sia la sconfitta per qualcun altro!

 

L’incredibile gioco della vita è il miracolo che tanto viene proclamato! Dal momento che si viene al mondo, inizia il gioco degli scacchi! E come si sa ogni gioco ha i suoi giocatori e quelli siamo noi!!!

 

Nella moltitudine della natura, mi chiedo se noi esseri umani comprendiamo la grandezza del dono che ci viene offerto e se soprattutto siamo in grado di farlo nostro e usarlo al meglio; mi chiedo se con l’andare dei giorni, delle ore, dei minuti e dei secondi, abbiamo cercato di mettere in pratica al meglio quel che siamo. Mi chiedo se davvero ne è valsa la pena, se davvero l’uomo sa chi è o se semplicemente accetta quel che è intorno e dentro sé. Immagino che l’uomo non sia altro che un automa, che crede di sapere, ma non sia in grado di riconoscere nel dono della vita, la grandezza di chi l’ha voluta. Non immagina che siamo noi stessi coloro che desiderano la vita per fare esperienza e spesso per soffrire. Non sa che ognuno è, perché qualcun altro ha voluto che noi fossimo. Ma in realtà chi siamo??? Siamo uomini o semplici ologrammi indistinti e offuscati dal nostro stesso desiderio di vita? Chi siamo, se non esseri simili a Dio, ma non siamo Lui? Chi è l’uomo se non lo specchio di colui che viene prima? Chi è nato prima: l’uovo o la gallina? Forse sono sempre esistiti nel mondo delle idee, come diceva Platone. Forse l’dea di qualcosa dà origine all’idea stessa ed ecco che sia l’uovo che la gallina c’erano, ci sono e ci saranno sempre. L’infinito e l’indefinito!  Incredibili questioni da prendere in considerazione di questi tempi. Far dell’inconscienza la nostra fonte di nutrimento consiste nell’esserci già nutriti! Più si ha fame, più si mangia e più si mangia, più si cresce.

 

Nella vita  chi mai non si è posto quesiti? Chi mai non ha pensato per una volta: “Che ci sto a fare qui?”. Chi mai è completamente sereno? Credo nessuno. Credo che esista una bilancia per ognuno di noi in cui vi è un piatto della FELICITA’ e uno della TRISTEZZA. Ogni qualvolta che la bilancia si “sbilancia”, qualcuno decide di mettere il sassolino nell’apposito piatto, in modo che l’equilibrio non smetta d’essere. Chi è quel qualcuno? Forse siamo noi stessi; IL NOSTRO IO, LA NOSTRA ANIMA, IL NOSTRO INCONSCIO… CHIAMATELO COME PIU’ PREFERITE! può essere definito anche Origine.

 

Caterina – 7 giugno 2008-

 

 

 

INTERROGATIVI DELLA MENTEultima modifica: 2009-11-12T17:00:00+00:00da cat-max
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