A proposito di giudizi

Quanto servono i giudizi? Ve lo siete mai chiesti?

Il giudizio di solito dovrebbe servire per poter prendere una decisone che prepone una scelta, cioè se io dovessi scegliere tra due auto, ad esempio, inizierei la mia scelta dando un giudizio su entrambe, perché la scelta è basata su questo in definitiva.

I giudizi possono essere negativi o positivi e su questo non c’è dubbio e quando si danno su cose non animate non ci si aspetta certo che queste possano manifestare il loro disappunto riguardo ad un giudizio positivo o negativo che sia, ma quando i giudizi vengono dati su persone, la questione cambia.

Proviamo a vedere la faccenda da un altro punto di vista, cioè da chi i giudizi li riceve. A cosa servono? Servo per crescere, per imparare? O non servono assolutamente a nulla se la persona giudicata non è in errore? E quest’ultima come si sentirà?

 

Quando si viene giudicati si inizia ad avere un forte senso di colpa nei confronti di quella cosa fatta bene o male, di quella persona trattata bene o male, di come ci si è comportati più genericamente.

E poi i giudizi da chi vengono dati? Da persone che conosciamo o da chi non sappiamo nemmeno chi sia? E’ molto importante quest’ultimo punto, giacché i giudizi possono essere istruttivi o meno, dipende dal chi e dal perché vengono dati.

 

Purtroppo chi riceve il giudizio spesso non è in grado di gestirlo, perché ha poca autostima, perché il suo modus operandi non è basato sulla coerenza o sulla generosità che invece lui dimostra (in senso negativo naturalmente), o semplicemente perché trasforma ogni giudizio in senso di colpa.

 

A tal proposito vorrei esprimere il mio parere. Cosa accade quando il senso di colpa si insinua nell’inconscio di un individuo? E come riconoscerlo?

Il senso di colpa è una brutta bestia, quando l’inconscio non è più in grado di trattenerlo lo sputa fuori, se così si può dire e lo dirige verso il conscio, che rispecchia la virtualità, il corpo fisico quindi. Cosa voglio dire con questo? Ogni malattia corrisponde ad un “groppo in gola”, simbolicamente parlando e ogni uno di questo va a fermarsi, a dirigersi verso una parte del corpo che può comunicare il disagio interiore (inconscio) in quello esteriore (conscio).

Faccio un esempio; un problema alla gola, ad esempio alla tiroide potrebbe significare che vi è una qualche limitazione alla comunicazione, cioè non vi è data la possibilità, o per paura o per una restrizione, di comunicare ciò che si vorrebbe dire. Questa paura di esprimersi o la limitazione creano nell’inconscio un “blocco” a livello energetico che va ad intaccare parte del corpo o di un organo.

A quanto pare ogni malattia è dovuta a blocchi energetici; il nostro cervello legge l’ologramma della mappa (cioè di quello che vediamo), esibendo ad archetipi il tipo di messaggio che la malattia dovrebbe mostrare.

 

Tornando ai giudizi, o meglio alla paura dei giudizi che vengono dati nei confronti dell’individuo;

l’altro giorno mi trovavo in ufficio ed entrò una collega. Mi disse che sentiva una specie di oppressione, io lo definirei un peso, sullo stomaco. Le dissi che poteva trattarsi della stanchezza, del tempo, dell’influenza, insomma cercavo di buttare lì delle cose per capire poi se lei me ne dicesse delle altre. Il suo problema era legato alla paura del giudizio di una persona. Doveva dirle una cosa, ma non sapeva come lei avrebbe reagito. Le ho semplicemente detto di fare quello che si sentiva di fare, magari di dirle questa cosa e che sicuramente si sarebbe sentita meglio. Oggi l’ho rivista, le ho chiesto come stava e se aveva detto a questa persona quella cosa. Ella mi ha detto che ha trovato un escamotage per evitare di dirle tutta la verità, poi le ho chiesto se stava meglio e mi ha detto di no. Non abbiamo approfondito perché c’era altra gente con noi, ma una cosa l’ho capita. Se le cose non vengono dette come dovrebbero essere dette e cioè senza paura del giudizio altrui, non serve assolutamente a nulla; significa non credere in quello che si fa… e il peso rimane! E’ come mangiare la peperonata con lo stomaco pieno! Non si può magiare la peperonata se prima lo stomaco non si svuota!!!

 

In conclusione, giudicate se necessario, ma che il giudizio sia fonte di utilità per chi lo riceve e per chi lo dà!

 

Caterina.

 

 

 

A proposito di giudiziultima modifica: 2009-11-20T18:06:00+00:00da cat-max
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