Il bosco fatato (parte 1).

La natura ama l’estrema varietà e diversità di forme e colori. Innumerevoli creature popolano un habitat come il bosco e alcune sono visibili mentre altre non lo sono.

Il cervo che improvvisamente si palesa, offre un’immagine di grandiosità in quanto evidente data la sua mole, ma infinite creature estremamente minuscole passano inosservate in quanto non sono considerate degne di attenzione: scoiattoli, salamandre, farfalle, formiche rappresentano la gran parte del mondo animale che vive nel bosco. Altre forme di vita sono effettivamente non percepibili dall’uomo ma questo non significa che tali creature non esistano.

 

Ogni individuo percepisce la realtà attraverso tre canali, che sono il visivo V, l’auditivo A e il cenestesico K.

Il visivo acquisisce informazioni prevalentemente attraverso il senso della vista, per cui, quando vuole ricordare un’esperienza, lo fa attraverso delle immagini mentali.

L’auditivo ottiene informazioni preferibilmente attraverso il senso dell’udito, per cui le esperienze rievocate avvengono attraverso rumori e suoni.

Il cenestesico acquisisce informazione in prevalenza attraverso i sensi del tatto, dell’olfatto e del gusto, per cui egli ricorderà un evento grazie agli odori e gusti percepiti, e alle sensazioni di caldo e freddo o liscio e ruvido.

In ogni persona c’è sempre un canale percettivo preferito rispetto agli altri. Per esempio io sono visiva mentre Max è cenestesico.

 

Oltre a questo, è bene sapere che ciò che viene percepito è strettamente dipendente dal livello di consapevolezza individuale, cioè per percepire qualcosa è necessario accorgersene e quindi essere coscienti che quella cosa esiste.

Mi sono accorta con l’andare del tempo che riuscivo a vedere ciò che ai più era invisibile. Lo stupore che provai mi spronò ad approfondire il mio dono. Ebbi la possibilità di mettere in pratica il tutto proprio nel momento in cui mi accorsi che anche Max aveva delle potenzialità, che insieme coniugammo. Lui era in prevalenza cenestesico e sentiva come una pressione nelle orecchie che lo avvisava di qualcosa o qualcuno nelle sue vicinanze.

Poiché sappiamo che la gamma di frequenze nella quale esistono alcuni esseri invisibili corrisponde all’infrarosso e dato che la tecnologia ci fornisce apparecchiature fotografiche atte a catturare, almeno parzialmente, questa realtà, decidemmo di provare a fotografare ciò che i nostri sensi ci suggerivano.

Ne sono risultate alcune foto davvero particolari che abbiamo deciso di postare.

 

La prima è stata realizzata da Max col suo cellulare. Egli stava trascorrendo un periodo di ferie in una zona di montagna nel bellunese, mentre io lavoravo duramente in una nota località turistica di mare. Volendo farmi un omaggio floreale via mms, inquadrò un bell’esemplare di Aconito e scattò.

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“Un bel fiore”, pensai, ma la cosa non finì lì. Dopo qualche settimana Max lo riguardò al cellulare zoomando, e a lui che non era visivo balzò all’occhio un’evidente faccina.

 

 

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Rimase esterrefatto e al nostro successivo incontro, mi fece notare quel che lui aveva visto.

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Tra i numerosi fili d’erba la mia vista si acuì. Riesaminando la foto, infatti mi accorsi di un altro volto:

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La cosa interessante è che questo non ha nulla a che vedere con la faccina che Max aveva notato. Sembra che i mondi di provenienza dei due esseri siano diversi eppure coesistenti. Il primo presenta dei contorni ben definiti, mentre il secondo è meno evidente in quanto i lineamenti del volto sono ben mimetizzati nell’ambiente.

Folletto%20%28particolare%202%29.jpg

Riguardando attentamente l’immagine iniziale, si possono scorgere altri volti.

 

Nel corso di una passeggiata nel parco naturale del Paneveggio notai che un cespuglio si muoveva anche senza un filo di vento. Portai la mia attenzione più accuratamente e mi accorsi di qualcosa. Presi la macchina fotografica e scattai:

ChiVaL%C3%A0.JPG
Una volta scaricata nel pc, all’interno del cespuglio un particolare color grigio-azzurrino (che si riscontra spesso in questi casi) attirava il nostro sguardo:
ChiVaL%C3%A0%20%28evidenza%201%29.jpg

Anche questa volta i nostri sensi non ci ingannarono. Un esserino all’apparenza occhialuto e con i capelli a spazzola si trovava proprio davanti ai nostri occhi:

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Giocando con i contrasti e la luminosità, si ottiene questo:
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Armati di macchinetta digitale abbiamo improvvisato un safari fotografico dalle parti di Gosaldo (BL) lungo un sentiero percorso solitamente come scorciatoia. Ad una mia percezione visiva, ho indicato subito a Max dove scattare e questa è la foto:

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Essendo certi vi fosse qualcosa di interessante, cercammo in corrispondenza del colore grigio-azzurrino (vedi cerchiato):

Fauno%20%28evidenza%201%29.jpg

La creatura è un classico fauno, col volto rivolto a sinistra, in volo a gambe e braccia (zampe?) allargate:

Fauno%20%28particolare%201%29.jpg

Giocando con contrasti, luminosità e colori si ottiene questo:

Fauno%20%28particolare%201%20rielaborato%29.jpg
Caterina e Massimo

 

Il bosco fatato (parte 1).ultima modifica: 2009-12-09T16:20:00+00:00da cat-max
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