Alieni come forme pensiero

In questi giorni riflettevo e mi sono chiesta: E’ possibile che gli alieni, per come li conosciamo noi, siano “forme pensiero”?

 

 

Le forme pensiero sono:

 

 

Entità astrali non umane

 

Elementali: gli elementali sono le cosiddette “forme pensiero”. Hanno una forma indefinita e sono molto diffusi nel piano astrale. Essi si nutrono dei pensieri umani, spesso futili e materiali; l’essenza elementale è una vita semi intelligente e cresce ogni qualvolta l’uomo trasforma il suo pensiero in vibrazione energetica. Più questa materia si nutre di pensieri e desideri buoni o cattivi essi siano, e più, tale materia si plasma, fino a diventare una forma di vita quasi indipendente: tuttavia, appena l’essenza elementale non si nutre più di bramosie derivanti dall’uomo, essa muore abbandonando la materia stessa.

Solitamente le essenze elementali hanno una forma disgustosa e assumono delle sembianze mostruose, sempre che i pensieri siano negativi; infatti se i pensieri fossero un insieme di gioia e luce, gli elementali non potrebbero fare del male, anzi! Le persone che pensano positivo creano intorno a sé un conseguente ciclo di eventi positivi e contagiando le persone che stanno al loro fianco, creano una specie di catena altrettanto positiva.

Alcune persone di mia conoscenza mi hanno riferito, per quanto riguarda gli elementali creati da forme pensiero negative, che addirittura questi esseri si fanno vedere nella veglia. Più queste entità crescono e più desiderano sopravvivere e per farlo devono assolutamente provocare blocchi nell’aura energetica, nutrendosi sempre di più di malvagità e grossolanità umana. Tali blocchi se non sistemati al più presto porteranno la persona interessata a non riuscire più a togliere un certo tipo di pensiero, il quale si attaccherà ad esso e lo influenzerà per il resto della sua vita. Gli elementali non possedendo iniziativa non si muovono mai da soli; essi talvolta possono esseri usati da un mago o da un’entità evocata da quest’ultimo, sia esso per un fine malvagio, sia per un fine benevolo.

 

 

In conclusione, gli elementali non sono altro che i pensieri della gente; più i pensieri sono malvagi e ricchi di emozioni pesanti, più queste “forme pensiero” acquisiscono la forma di mostruose presenze. Essi sono semi-intelligenti e per poter crescere energeticamente hanno un bisogno repentino di altri pensieri, così si attaccano alle persone più tristi e deboli e cercano di risucchiare più energia possibile, per poterne usufruire. Poiché non hanno iniziativa propria, vengono usate da un mago o da un’entità da lui evocata. Se il mago è bianco il fine sarà sicuramente buono, altrimenti se il mago è nero, l’elementale verrà usato per un fine malvagio.

Perciò, pensate sempre positivo e non abbattetevi mai, perché l’amore di Dio è grande e vuole che ognuno viva al meglio.

 

forme pensiero 1.jpg

 

Consapevole o inconsapevole, la forma pensiero è comunque semi intelligenti e si nutre delle paure dell’individuo, ma non solo.

 

 

Qui si legge:

 

Un cibo non piace perché fa bene, ma perché… (1)

Il piacere che una persona prova assumendo un dato alimento è dovuto al fatto che la componente eterica del cibo molecole è in sintonia con gli elementali che formano il suo corpo astrale; mentre, quando non vi è questa sintonia, può provare verso quel cibo un disgusto che può arrivare fino al rifiuto e alla nausea. Ne consegue che l’uomo non si alimenta secondo le necessità del suo organismo, ma secondo le esigenze degli elementali presenti nel suo corpo astrale, anche se tali alimenti sono nocivi per la sua salute.

Se, per esempio, ci sentiamo molto attratti da una sostanza (cibo, tabacco, alcool, ecc.), ciò è dovuto al fatto che i suoi componenti sottili sono in sintonia con gli elementali presenti nei nostri corpi sottili e li nutrono mantenendoli in vita. Nello stesso modo con cui un parassita intestinale sottrae energie ed alimenti all’organismo che lo ospita, gli elementali succhiano le energie del corpo eterico ed astrale. Quando siamo spinti a provare emozioni stimolanti, volgari o animalesche, significa che nel nostro corpo astrale vi sono degli elementali che si nutrono delle energie liberate da tali emozioni.

Essi, per la loro brama di tali vibrazioni, fanno sorgere in noi il desiderio delle cose che possono saziarla. Lo stesso dicasi per i processi mentali, come il fanatismo e il settarismo. Questi stati mentali, con la loro energia, nutrono gli elementali mentali che tendono a far mantenere queste idee anche se illusorie o irrazionali, condizionando così le scelte ed il pensiero. Una simile condizione si riscontra in chi è vittima di qualche ideologia più o meno aberrante, e predilige solo letture, conferenze o conversazioni, dove si parla e si esalta soltanto quel tipo di argomentazione, escludendo tutte le altre. Questo fenomeno porta la persona ad assumere atteggiamenti ostili e alienanti rispetto alla società in cui vive, creando il comportamento antisociale, proprio di ogni forma di fanatismo.

I vizi non dipendono da una mancanza di volontà

Quando questi condizionamenti sono di una certa gravità, determinano i vizi di cui l’uomo resta schiavo (eccesso di cibo, alcool, ecc.), perché, pur riconoscendo che sono dannosi alla sua salute, non riesce a liberarsene, e si scusa dicendo che è spinto a farlo in quanto il bisogno è più forte della sua volontà; confermando così, che non è lui a volerlo, ma la massa di elementali che lo tengono schiavo di quel vizio, perché sono le vibrazioni del medesimo che permettono loro di continuare ad esistere. Perciò le vittime del tabacco, dell’alcool, della droga e del sesso, si nutrono e vivono non per se stesse, ma per alimentare queste masse di parassiti; simili a coloro che usassero dei cibi non salubri, ma adatti per mantenere in vita i parassiti presenti nel loro intestino.

Riferimenti Bibliografici 1. Filiberto Zarattini, Alchimia spirituale e medicina dell’Era nuova.
Edizioni Teosofica. Trieste, 1979.
http://www.procaduceo.org/it_ricerche/influen_sottili/infsot02.htm

 

 

forme pensiero 2.jpg

 

 

 

 

Fin qui è tutto abbastanza chiaro. Si parla dunque di forme pensiero che il cervello umano legge come qualcosa di intoccabile, ma palpabile/percepibile. A volte quindi tali pensieri, se nutriti in modo giusto, in modo completo, prendono forma e anche vita, fino a diventare da semi intelligenti ad autonomi ed intelligenti.

Come sopra scritto, tali forme pensiero possono essere generate incosapevolmente da uno o più individui o consapevolmente da chi sa come gestirle. In effetti tali energie hanno poteri talmente enormi da portare sia distruzione, che costruzione e conservazione, tutto dipende da chi le controlla e a quale scopo.

Queste entità una volta plasmate dall’uomo e una volta divenute autonome desiderano quindi vivere e per questo devono nutrirsi.

Si nutrono di energia umana, quell’energia che conosciamo perché prodotta dall’Anima (componente immortale) dell’individuo. Ecco che ci si ricollega alla necessità e al desiderio che hanno gli alieni di diventare immortali.

 

alieni 1.jpg

 

E’ anche vero però, che a volte, non è solo la forma pensiero che nutre sé stessa, ma essa porta parte dell’energia a chi l’ha creata e questo sempre in base alla consapevolezza della sua creazione.

A tal proposito, solitamente sono i maghi neri (ma a volte anche quelli bianchi), che plasmano le forme pensiero e le fanno muovere a loro piacimento, ma il rischio comune è sempre quello che queste si rivoltino contro i loro creatori per il desiderio di libertà.

Questo desiderio si trasforma in bramosia ed avarizia, ecco che le forme pensiero crescendo sempre più, nutrendosi di energia dell’uomo, creano tra loro coalizione fino a divenire una comunità.

 

 

Da wikipedia si legge:

 

 

Nell’occultismo, il termine eggregora o egregora (dal greco per “vegliare”, “vigilare”), talvolta definita anche larva astrale si riferisce a una entità che viene creata nel piano astrale attraverso opportune cerimonie come riflesso del subconscio dei suoi creatori. L’uso del termine “eggregora” in questo senso si trova negli scritti di Aleister Crowley.

Secondo alcuni filoni dell’occultismo, le eggregore possono essere create anche inconsapevolmente da un pensiero ossessivo e possono nuocere alla persona di cui sono parassite, sottraendole energia vitale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Eggregora

Essendo cocreatori della nostra vita, e vivendo in una realtà olografica, credo che in verità tutta la vita sia un’unica, grande forma pensiero.

 

 

Qui si legge:

Universo, mente e materia [modifica]

Secondo il libro di Bohm “Universo, mente e materia”,[3] nell’universo esisterebbe un ordine implicito (implicate order), che non vediamo e che egli paragona ad un ologramma nel quale la sua struttura complessiva è identificabile in quella di ogni sua singola parte, e uno esplicito (explicate order) che è ciò che realmente vediamo; quest’ultimo sarebbe il risultato dell’interpretazione che il nostro cervello ci offre delle onde (o pattern) di interferenza che compongono l’universo. Secondo tale ipotesi, il principio di località risulterebbe perciò falso. Poiché Bohm riteneva che l’universo fosse un sistema dinamico e quindi in continuo movimento, e siccome con il termine ologramma solitamente ci si riferisce ad una immagine statica, Bohm preferiva descrivere l’universo utilizzando il termine, da lui creato, di Olomovimento.[4]

Dopo l’esperimento di Aspect e colleghi del 1982 che rivelò una comunicazione istantanea fra fotoni a distanze infinitamente grandi, Bohm, che si era già confrontato con lo stesso problema durante la sua riformulazione del paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen, ribadì come non vi fosse alcuna propagazione di segnale a velocità superiori a quella della luce, bensì che si trattasse di un fenomeno non riconducibile a misurazione spaziotemporale. Il legame tra fotoni nati da una stessa particella sarebbe quindi dovuto all’esistenza di un insieme di variabili nascoste che formano un ordine delle cose che noi normalmente non percepiamo, nel quale ogni cosa (particella) non è da considerarsi come cosa separata o “autonoma”, bensì come facente parte di un ordine atemporale e aspaziale universale, cioè l’Olomovimento.[senza fonte]
Bohm scrisse che “noi dobbiamo imparare ad osservare qualsiasi cosa come parte di una Indivisa Interezza” (“Undivided Wholeness”), [5] cioè che tutto è uno.

http://it.wikipedia.org/wiki/David_Bohm

ologramma 1.jpg

 

E ancora:

(Teoria Olografica)

Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, condusse forse il più importante esperimento del 20º secolo. Aspect ed il suo team scoprirono che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di pochi metri o di miliardi di chilometri. Questo come se ogni singola particella sappia esattamente cosa stiano facendo tutte le altre. 
Un fenomeno che può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein – che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce – è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. 


Il magazzino cosmico


Oltre alla sua natura illusoria, questo universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le particelle subatomiche è solo apparente, ciò significa che, ad un livello più profondo, tutte le cose sono infinitamente collegate. Gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere i vari fenomeni, ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che una immensa rete ininterrotta. 
In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Concetti come la località vengono infranti in un universo dove nulla è veramente separato dal resto, sicché anche il tempo e lo spazio tridimensionale (come le immagini del pesce sui monitor TV) dovrebbero venire interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso. Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente. Disponendo degli strumenti appropriati un giorno potremmo spingerci entro quel livello della realtà e cogliere delle scene del nostro passato da lungo tempo dimenticato. Cos’altro possa contenere il super-ologramma resta una domanda senza risposta. In via ipotetica, ammettendo che esso esista, dovrebbe contenere ogni singola particella subatomica che sia, che sia stata e che sarà, nonché ogni possibile configurazione di materia ed energia: dai fiocchi di neve alle stelle, dalle balene ai raggi gamma. Dovremmo immaginarlo come una sorta di magazzino cosmico di Tutto-ciò-che-Esiste. Bohm si era addirittura spinto a supporre che il livello super-olografico della realtà potrebbe non essere altro che un semplice stadio intermedio oltre il quale si celerebbe un’infinità di ulteriori sviluppi. 
Poiché il termine ologramma si riferisce di solito ad una immagine statica che non coincide con la natura dinamica e perennemente attiva del nostro universo, Bohm preferiva descrivere l’Universo col termine “olomovimento”. Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l’informazione è distribuita non-localmente. Se è vero che l’Universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch’esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l’immagine intera. Dato il presupposto, tutte le manifestazioni della vita provengono da un’unica fonte di causalità che include ogni atomo dell’Universo. Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di “tutto”.

http://www.terredelsud.org/tuttoeuno.php

 

E poi:

 

 

http://frabuioeluce.myblog.it/files/Testi/Corrado%20Malanga%20-%20ALIEN%20CICATRIX%20%2804.02.2005%29.pdf

 

ologramma 2.jpg

http://www.nonsoloanima.tv/image/03art_ologramma.jpg

 

 

E io aggiungo:

se viviamo in una realtà virtuale, letta dal nostro cervello in maniera olografica, possiamo supporre quindi che gli alieni siano, come soggetti della realtà virtuale, anch’essi un insieme di frequenze, come lo è l’uomo.

L’uomo quindi è in grado di modificare le frequenze della propria realtà, poiché è cocreatore dell’Universo e della vita stessa, creando con il pensiero.

Se l’unica cosa reale (come la definisce Corrado Malanga) è la Coscienza, ci ritroviamo a guardare l’esperienza propria in prima, ma anche in terza persona, cioè da quello che siamo nella realtà virtuale e dalla Coscienza, cioè da un punto al di fuori della virtualità.

Se la Coscienza è nell’individuo e l’individuo quindi crea, è normale pensare che creando la propria vita, crei anche l’esperienza di cui necessità, componendo e assemblando le frequenze materiali in modo che l’esperienza diventi leggibile dal cervello.

Potremmo quindi dire che l’alieno non esiste finché il cervello non lo cerca e non lo componga pensando ad esso. Ma anche questo punto non è del tutto vero, perché come dicevo in un altro punto, se la Coscienza è collettiva, si vive non solo la propria di esperienza, ma ci si ritrova spesso nell’esperienza di qualcun altro.

Qui inserisco il simbad effettuato giorni fa in cui parlai con le mie componenti Animica, Spirituale, Mentale, appunto di forme pensiero e di alieni:

 

 

 

Simbad del 23 febbraio 2010

 

Chiudo gli occhi e mi vedo nella stanza. Ho la testa inclinata, per cui la prima cosa che vedo appena apro gli occhi sono le mie scarpe, che sono bianche e basse. Per il resto, sono tutta vestita in bianco, con pantalone e giacca. Faccio un giro per la stanza. La parete in cui di solito ci sono le finestre non la vedo bene. Decido di andare lì e passo la mano sulla parete. Inoltre decido di mettere due quadri con dei paesaggi disegnati per rendere la stanza più vicina alla natura. Vedo lo schermo arrotolato. Mi sembra di vedere il telefono, ma poi guardo bene e il telefono invece non c’è. Metto una bottiglia d’acqua e dei biscotti in un piatto sul tavolo.

C’è lo specchio, l’allarme alla porta, la sfera della verità e le botole sotto alle sedie di Anima, Spirito e Mente, che servono a far cadere dentro l’entità che finge d’essere una delle mie componenti.

A questo punto chiamo Anima. C’è un’entità dietro di me che finge d’essere Anima, ma che io sgammo subito. Sembra un fantasma da quanto bianca è in viso. L’accompagno subito fuori dalla porta ed ecco che l’allarme suona. Richiamo Anima, che questa volta decido di far entrare da lì.

Arriva. E’ Lei. La abbraccio e Le chiedo di specchiarsi. Si guarda. Poi va alla sfera e poi si siede. E’ tutto a posto. Come al solito è vestita di bianco. E’ molto simile a me. Ha i capelli raccolti, come i miei.

Chiamo Spirito, vado alla porta e la apro. Davanti a me c’è un uomo con il frac, bastone e cilindro e con il papillon bianco. Lo faccio entrare, ma già non mi convince. Appende il cilindro e il bastone su un attaccapanni al lato della porta, che io non ho messo, ma non gli do molto peso, può essere che qualcuno cerchi di distrarmi, ma per questo evito di farmi influenzare. Il falso spirito va troppo in giro per la stanza canterellando. Lo fermo e gli chiedo di specchiarsi. Lo fa, allo specchio va bene, poi chiedo di dire ad alta voce mentre è con le mani sulla sfera: “Io sono Spirito!”, ed ecco che scompare. Perfetto!

Ricomincio; chiamo Spirito . Vado alla porta e vedo arrivare un altro spirito che si comporta come il primo. Così lo fermo subito e non lo faccio nemmeno entrare. Chiamo il Vero Spirito dall’uscio, che arriva e che è simile all’altro, ma non ha il cilindro in testa ed è molto più calmo. Entra, mi saluta. Poi va a salutare Anima. Lo faccio specchiare, gli dico di andare alla sfera e dire “Sono Spirito!”, poi va sedersi… va tutto bene!

Arrivo a Mente. Apro la porta e Mente Arriva. E’ il solito uovo. Mi saluta, poi si avvia allo specchio, alla sfera e va a sedersi. E’ Mente.

Saluto Anima, Spirito e Mente, chiedo come stanno e chiedo ad ognuno di loro se conosce le altre due componenti. Chiedo anche ad Anima come mai l’allarme non ha suonato quando è entrato il falso spirito e mi dice che è stato messo fuori uso dall’anima finta, che è una strega e che è riuscita con la mente e rompere un cavo. Così mi avvicino all’interruttore e vedo che in effetti un cavo è staccato.

 

Parlo un po’ con le componenti  chiedo loro se ci sono parassiti alieni. Anima risponde di controllare e così chiamo i parassiti alieni ed ecco che arrivano degli gnomi. Dal più grande al più piccolo si mettono uno sopra l’altro, poi ne arriva un altro più piccolo degli altri e poi un altro di corsa. Poi chiudo la porta. Questi gnomi sono praticamente un tutt’uno, immobili. Chiedo ad Anima che cosa rappresentano e mi dice che rappresentano una forma pensiero. Le chiedo: “Ma io ho chiamato i parassiti alieni e invece sono entrati loro.” Mi spiega che in effetti loro sono il riflesso degli alieni, cioè, continuando a pensare che la mia esperienza con gli alieni non sia ancora finita, do forma ad una eggregora (l’insieme degli gnomi), data da altre piccole forme pensiero (gli gnomi stessi). Anima mi dice che è importante ricordare l’esperienza, ma è necessario vederla come un’esperienza lontana.

Le mie componenti mi dicono che questi gnomi entrano in casa molto spesso e che loro se ne accorgono sempre troppo tardi, perché riescono a nascondersi un po’ ovunque, da dietro al divano, a sotto il letto e appena ne eliminano uno, ne arriva subito un altro; mentre per quel concerne gli alieni, riescono a riconoscerli subito e a bruciarli immediatamente.

Chiedo quindi ad Anima se gli alieni sono forme pensiero e mi dice di no. Mi spiega che gli alieni sono entità create dalla Coscienza, mentre le forme pensiero vengono create dall’uomo, che a sua volta è creato dalla Coscienza Creatrice. Continua dicendo che le forme pensiero vengono create in base a quello che l’uomo già conosce. Io ad esempio creo con il ricordo della mia esperienza con gli alieni.

 

Chiedo ad Anima, Spirito e Mente di eliminare la forma pensiero che è in quella stanza e così unendo le mani, lanciano un raggio luminoso che la brucia.

 

Facciamo la fusione, poi prima di chiudere mi ricordo di chiedere ad Anima di controllare se ci sono copie in giro, mi conferma che non ce ne sono più. Chiedo di farmi anche una lastra e di controllare se vi sono impianti nel mio corpo. Niente impianti. Poi le chiedo anche di cancellare nuovamente l’esperienza degli alieni dai suoi contenitori e così va all’origine, guarda e controllando mi dice che l’esperienza degli alieni non c’è più.

 

 

In conclusione: la realtà virtuale comprende un insieme di frequenze che il nostro cervello legge e trasforma in modo tale che l’immateriale diventi materiale, che la forma pensiero diventi tangibile e che quindi l’individuo non riesca a differire tra quello che esso crea e quello che invece creano altri individui.

In realtà tutto attorno a noi è un’eggregora, che man mano prende forma, che però può essere gestita, elaborata e controllata dalla volontà dell’individuo, poiché anche l’individuo stesso è una frequenza letta dal cervello.

L’alieno di conseguenza diviene più forte nel momento in cui gli si dà la nostra più totale attenzione. Dare attenzione significa dare energia, che l’alieno prende e usa per ricaricarsi e diventare più forte.

Attenzione! Tutto è reale e niente lo è. Vivendo in questa realtà olografica non si può escludere che la vita che viviamo sia fasulla o non esistente. Essa c’è, ma ciò che mi preme ricordare è che la vera Realtà è quella Reale, che allo stato fisico non riusciamo a percepire.

 

In base a ciò che sopra ho descritto e cioè che le forme pensiero possono essere create sia consapevolmente che inconsapevolmente, possiamo quindi dedurre che l’alieno potrebbe essere stato creato da un individuo terrestre o extraterrestre per un proprio scopo personale. Mi vengono in mente quei gruppi come la Massoneria o il gruppo Bildelberg. Ecco quale potrebbe essere il loro legame.

 

 

Caterina.

Alieni come forme pensieroultima modifica: 2010-03-13T10:47:00+00:00da cat-max
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento