Scie chimiche e DNA

Da qualche decennio è in atto un’operazione d’irrorazione tramite aerei privi di insegne (ma anche per mezzo di velivoli non identificabili come aerei) e sorvolanti zone al di fuori d’ogni rotta, di ampie porzioni di cielo, tramite una sostanza biancastra che a prima vista è confondibile coi gas di scarico.

aereo%20e%20scie%20chimiche.jpg

Tale scia, diversamente da quella di condensa che si disperde in pochi minuti, si espande e riempie nel giro di qualche ora vaste porzioni di cielo. Talvolta i velivoli agiscono in gruppo, disegnando varie forme geometriche e spesso griglie.

Le autorità bollano tutto come fantasie di complottisti, mentre alcuni studiosi indipendenti, analizzando la composizione chimica di tali scie, hanno rinvenuto sostanze più o meno tossiche all’inalazione come Alluminio, Bario e Silicio.

Scopi dell’irrorazione sembrano essere aumentare la conducibilità atmosferica per facilitare le trasmissioni militari, influire negativamente sul metabolismo umano per portare utili alle multinazionali farmaceutiche e tentare di controllare il clima.

scie%20chimiche%202.jpgMa il motivo principale sarebbe ibridare l’uomo. Il Silicio sarà trattato più avanti, mentre i motivi per impiegare il Bario e l’Alluminio sono chiariti di seguito.

Il Bario è un metallo molle di colore bianco argento che non si trova mai puro in natura a causa della sua forte reattività con l’Ossigeno dell’aria e con l’acqua. All’aria rapidamente si ossida trovandosi comunemente sotto forma di ossido di Bario (BaO).

Si definisce idratazione l’interazione fra l’acqua e una sostanza disciolta in essa, per cui si può disciogliere Ba in atmosfera (dove c’è acqua sotto forma di vapore acqueo), idratando quindi Ba e ottenendo idrossido di Bario Ba(OH)2. La formula della reazione è Ba+2(H2O) -> Ba(OH)2+H2. L’idrossido di Bario è esattamente il composto riscontrato nelle scie chimiche.

Idrossido%20di%20bario.jpgLe formule degli idrossidi sono sempre caratterizzate dalla presenza di uno o più raggruppamenti OH (gruppo ossidrile) che presenta una valenza pari a 1. La formula di un idrossido è sempre costituita da un solo atomo di metallo (in questo caso Ba) seguito da tanti raggruppamenti OH quant’è la valenza del metallo (che è 2), per cui l’idrossido di Bario Ba(OH)2 ha valenza -2, tendendo quindi a legarsi a 2 atomi di H per originare 2 molecole d’acqua, il che lo rende una base molto forte.

A temperatura ambiente si presenta come una massa cristallina bianca semi translucida inodore, molto caustica e tossica.

Le foto seguenti sono state da me scattate con un cellulare in località Villanova di Camposampiero (PD) il 16/05/2010 alle 12:45 e si evidenziano una scia chimica bianca, una nera e un effetto d’iridescenza dato dal Ba(OH)2.

scie%20chimiche%20-%20iridescenza.jpg

scie%20chimiche%20-%20effetto%20translucido.jpg

Dato che è una delle basi più forti, l’idrossido di Bario può essere usato in una idrolisi alcalina (o basica che dir si voglia).

biossido%20di%20bario.jpgI perossidi sono composti chimici contenenti il gruppo caratteristico formato da due atomi di Ossigeno uniti da un legame covalente semplice (legame O-O).

Essi contengono un atomo di Ossigeno in più rispetto agli ossidi corrispondenti, infatti il legame covalente tra i due ossigeni crea una sorta di competizione tra le nuvole elettroniche dei due ossigeni, portante il loro numero di ossidazione da -2 (numero di ossidazione dell’Ossigeno nella quasi totalità dei suoi composti) a -1.

Il più comune di essi è il perossido di Idrogeno, meglio noto come “acqua ossigenata”, di formula H2O2, della quale è ben nota l’aggressività in quanto potente disinfettante per uso esterno pur in concentrazione bassa.

Il perossido (o biossido) di Bario ha formula BaO2.

L’Alluminio puro in polvere è facilmente infiammabile all’aria e molto reattivo in acqua, con produzione di Idrogeno.

Esso entra nel metabolismo cerebrale provocando l’Alzheimer e demenza precoce.

Nelle scie chimiche riscontriamo prevalentemente idrossido di Bario, Alluminio, materiale organico e Silicio, che svolgerebbero le operazioni di modifica del RNA con creazione di un aggancio esterno e di modifica del DNA con innesto di Si.

Analizzando la parte dell’agroglifo di Chilbolton che riguarda un presunto DNA anomalo, si nota il filamento a sinistra che presenta 6 coppie per giro, diversamente da un filamento standard che ne presenta 10.

La rappresentazione spaziale di tale filamento si giustifica se esso è polimerizzato in 2’5′ diversamente dal normale 3’5’. Il DNA non può esistere in tale forma perché il suo zucchero (deossiribosio) manca dell’O in posizione 2’ necessario per procedere all’idrolisi alcalina e quindi per ottenere il legame 2’5’. Il filamento è quindi un RNAalternativo al 3’5’, che chiamerò RNA2’5’.

Delle ricerche (pubblicate) mostrano che un RNA2’5’ formerà una doppia spirale ma tende a rimanere a filamento singolo. Altre ricerche investigano l’uso di RNA2’5’ come agente antivirale. Ricordo che gli esperimenti sull’origine della vita condotti da Leslie Orgel negli anni 80 indicarono che l’RNA polimerizza sovente in due forme differenti, vale a dire 2’5’ e 3’5’, e non esistono certezze sul motivo per cui la forma 3’5’ sembra prevalere.

Il RNA2’5′ potrebbe rappresentare un’alternativa all’RNA3’5’ o al DNA esistente sulla Terra. Gli acidi nucleici 2’5’ sono menzionati raramente nella letteratura e da nessuna parte è riportato che formano una spirale a filamento singolo con 6 basi per giro.

 

Catena%20RNA2%5C%275%5C%27-Si.3.jpg

La logica alla base dell’intervento genetico è quella di fornire un aggancio esterno alla genetica, per cui occorre un RNA, perché esso può polimerizzare sia in forma 2’5’ che 3’5’ e quindi è in grado di fornire un’entrata/uscita. Il suo zucchero (il ribosio) ha cioè due mani disponibili in corrispondenza del Carbonio in posizione 2’ e 3’, diversamente dal DNA che dispone del solo Carbonio in 3’. Nel RNA il Carbonio in 3’ è quello esterno alla struttura e per questo candidato a fungere da link, mentre il Carbonio in 2’ garantirà la struttura del filamento. Occorre quindi idrolizzare alcalinamente il RNA, mentre il DNA può mantenersi, originandosi così una struttura ibrida formata da un filamento di DNA normale e uno di RNA modificato, che è quanto si riscontra nell’agroglifo di Chilbolton.

L’idrossido di Bario BA(OH)2 opera l’idrolisi alcalina della catena RNA ottenendo appunto un RNA2’5′, dopodiché rimane il Bario in forma pura non assimilabile dall’organismo che viene espulso.

L’Alluminio reagisce con l’acqua della reazione idrolitica, fornendo Idrogeno che si combina col gruppo OH in posizione 3′ lasciando scoperto il C in 3’.

Ora al C3′ un enzima apposito (il materiale genetico rinvenuto nelle scie chimiche) fissa il Silicio in un legame SiC al carburo di Silicio o carborundum e un ulteriore Idrogenocompleta la valenza del Si rendendolo stabile.

Il risultato è C3′-Si-H.

In pratica il C2′ serve alla polimerizzazione, mentre il C3′ serve a un eventuale collegamento esterno in tre modalità differenti:

1 si può adescare H avendo a disposizione Si con 3 legami;

2 si può usare Si così com’è in quanto ha valenza 4 (in figura sono evidenziate le possibili ulteriori valenze);

3 si può attuare una vulcanizzazione perossidica a temperatura ambiente (quella del corpo umano!), dove l’Alluminio svolge la funzione di catalizzatore metallico come sostituto di Stagno o Platino, tra il SiH del RNA e un polimero siliconico.

Probabilmente si possono usare più modalità contemporaneamente per collegare una strumentazione esterna (nanorobot, computers, interfacce), trasmettere/ricevere tramite il Silicio (onde radio, localizzazione satellitare), caricare informazione genetica con un viron (per modificare il DNA normale o intervenire geneticamente in qualsivoglia maniera, come prospettato nel nanocomputer molecolare di Shapiro dove si può associare informazione genetica al RNA).

È da tener presente che già un RNA generico, per sua natura instabile a causa del doppio ossidrile in C2’ e in C3’, può: funzionare bene quando esegue gli ordini del DNAsenza variazioni; interpretare gli ordini del DNA in maniera errata (cioè incontrollata); causare la rottura della catena stessa dell’RNA e quindi autodistruggersi, aprendosi nei suoi filamenti. Se ne deduce la possibilità d’uso come arma biologica già in forma non modificata, e l’intervento esposto rende bene l’idea del possibile uso da parte di un’élite scientifico-militare.

L’argomento non è stato trattato, ma anche i cibi OGM potrebbero giocare un ruolo non secondario nel programmare il DNA con istruzioni note solo agli artefici.

Catena%20DNA%20con%20idrossido.2.jpg

Per quanto riguarda il DNA, l’idrossido di Bario BA(OH)2 denatura il DNA (cioè separa i due filamenti) e depolimerizza la singola catena (cioè la interrompe) idrolizzando (cioè acquisendo atomi di H che si combinano con la sua doppia valenza OH, generando acqua).

A seguito della denaturazione (la separazione dei filamenti), uno dei filamenti può accoppiarsi col RNA modificato.

L’azione dell’idrossido può essere fatale per il DNA e questo sembra non auspicabile per i manipolatori, ma comunque si gioca coi grandi numeri e l’importante è che si abbia un qualche risultato.

Tutto questo non è fatto in laboratorio con campioni certi, dosaggi certi e controllando minuziosamente la reazione, ma è fatto sul campo tramite le scie chimiche dove tanti sono i fattori difficilmente controllabili che intervengono. Pur tuttavia vi sono delle condizioni necessarie da soddisfare.

L’idrossido di Bario è un ossidante talmente potente che, a contatto con DNA/RNA, tende a distruggerli. Porto a esempio un altro potente ossidante, il perossido d’Idrogenocomunemente chiamato acqua ossigenata. Questa nelle tecniche cosmetiche tricologiche aggredisce la cheratina del capello rendendolo biondo, mentre molto diluito serve come disinfettante.

Così l’idrossido di Bario viene grandemente rarefatto quando precipita al suolo a seguito d’irrorazione con scia chimica e il suo effetto è diluito in modo tale che può agire sul RNA e magari risparmiare il DNA, oppure distruggere malauguratamente il DNA senza provocare la morte istantanea dell’organismo. Il suo è cioè un effetto incisivo ma blando quanto basta.

Il problema si pone nei riguardi dell’Alluminio perché esso, diversamente dal Bario, si accumula nell’organismo, e lo sottolinea il verificarsi di sindromi ad esso collegate.

Non tutti gli acidi nucleici subiscono l’inserzione di Si, che forse non è necessaria o auspicabile; questo viene fatto convenientemente dall’enzima.

Ipoteticamente la struttura in esame DNA/RNA2’5’-Si si riprodurrebbe attraverso una fase di duplicazione nella quale i due filamenti si dividono.

Duplicazione%20genetica.2.jpg

Il filamento DNA in un processo di trascrizione crea un filamento RNA uguale a se stesso, cioè un RNA normale che può essere successivamente manipolato.

Trascrizione%20genetica.2.jpg

Il filamento RNA2’5’-Si secondo un processo di trascrizione inversa, si accoppia con un filamento DNA fornendogli la propria informazione, contrariamente a quanto succede nella trascrizione dove è il DNA a fornire l’informazione per la creazione di un nuovo filamento.

Trascrizione%20inversa%20genetica.2.jpg

Il risultato è di nuovo la struttura DNA/RNA2’5’-Si.

Un risultato pratico di tutto questo, potrebbe essere la sindrome di Morgellons.

(Tratto da Uomini o dèi? http://frabuioeluce.myblog.it/list/by-max/818318600.pdf)

Massimo




Scie chimiche e DNAultima modifica: 2010-11-28T12:27:49+00:00da cat-max
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento