Trasformazione

 

Il bruco e la farfalla


Il bruco camminava tranquillo tra i fili d’erba, bellissimi fiori e grandi alberi. Lui era piccolo in confronto ad essi e su uno di questi voleva finire la sua vita da bruco.

Non amava la dieta, amava il cibo. Gradiva le foglie di insalata verde, così croccanti da assaporare persino il rumore dei morsi. Lui era verde come l’insalata e l’erba e sapeva che non era un caso che lui fosse dello stesso colore di queste piante. Sapeva di far parte della natura più di tutti gli altri esseri viventi. E così si nutriva di questi vegetali a più non posso e li adorava in modo incondizionato. Diventava ogni giorno sempre più pesante e il suo camminare sempre più lento. bruco.jpg

Era arrivato il momento di trovare un luogo sicuro per portare a termine il “cambiamento”; al sicuro da temporali, nebbie, venti forti e dai suoi predatori. Camminava velocemente perché il sole si stava nascondendo dietro le nubi e da lì a poco sarebbe scesa molta acqua che avrebbe fermato la sua corsa.

Corse più che poteva e si diresse verso una quercia. Salì verso un punto molto riparato. Pensò: “Qui potrò sicuramente riposare!”. “Eccomi arrivato”, disse ad alta voce il bruco.

Si accucciò e si addormentò.

trasformazione bruco farfalla.jpgIl tempo iniziò a passare e tra piogge, gelo e nebbie, tra vocii e rumori lontani, la crisalide si dischiuse e le ali di una bellissima farfalla si aprirono per catturare tutto il calore di quello splendido sole. La farfalla iniziò a volare. Quel bruco che prima si nutriva d’erba e foglie di insalata, ora volava in cerca di fiori colorati, come colorata lo era anche lei, e la farfalla pensò: “Io faccio parte della natura più degli altri esseri viventi. Io sono colorata come i fiori.”


Nel suo volo libero, la farfalla guardò dall’alto il mondo e disse al vento che le sfiorava le ali: “Ho faticato per diventare quel che sono ora. Camminavo a malapena portandomi dietro il peso del mio corpo. Mangiavo l’erba e l’insalata e ora mi nutro del buon polline dei fiori e guardo il mondo dall’alto. Ho faticato, ma ne è valsa la pena!”. E la farfalla continuò il suo viaggio. farfalla in volo su prato.jpgAvrebbe volato, si sarebbe nutrita e si sarebbe accoppiata. Sarebbero nati altri bruchi, che avrebbero faticato, che si sarebbero portati dietro il peso del loro corpo su zampe sottili, ma poi dopo un lungo risposo si sarebbero trasformati e avrebbero volato.

Per volare si deve prima faticare, strisciare, zoppicare; per vedere il mondo dall’alto è necessario vederlo prima dal basso e per poi nutrirsi del polline è necessario prima nutrirsi dell’erba. Non è un mistero, è solo la realtà.


Caterina

 

(immagine Bruco)  http://4.bp.blogspot.com/_x_iunouH5DM/TQobk5cIefI/AAAAAAAAAAk/gcB5FhApI5w/s1600/bruco2b-o.jpg

(trasformazione bruco farfalla)  http://www.fausernet.novara.it/~iccarpi/bosco/lavori/ciclo.jpg

(farfalla in volo)  http://3.bp.blogspot.com/_7rykGlR2KjA/S8tiMnfTYGI/AAAAAAAAAFg/WhX6m25lvGI/s1600/farfalla+in+volo+su+prato.jpg

 

 

 

 

 

Trasformazioneultima modifica: 2011-04-04T21:45:00+00:00da cat-max
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