CHE NE PENSATE?

Ciao a tutti, inserisco in questo spazio una discussione nata via mail con degli amici riguardo un articolo trovato sul gazzettino.

CHE NE PENSATE?

 

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=186673&sez=NORDEST#IDX

 

 

Fateci sapere anche la vostra opinione, che siamo curiosi!

 

 

Masterkenpo:

 

– lo invidio. Vorrei riuscure a fare la stessa cosa

 

 

Caterina B.:

 

– Eh infatti! Ci vuole coraggio, altroché!

 

 

Masterkenpo:

 

– E perchè, un gruppetto di persone, non facciamo un colpo di testa ??!!

 

 

Caterina B.:

 

– Noi ci stiamo pensando!

Tanto alla fine ci ritroveremo tutti nella condizione di auto-gestirci!

Qui è un casino Patrizio! Se non facciamo qualcosa (e ognuno dovrebbe cercare di lavorare su stesso) va a finire a schifio!!!!

 

 

Masterkenpo:

 

– giusto. sta arrivando il tempo in cui ci dobbiamo rimboccare le maniche e fare qualcosa. qualcosa che ci gratifichi di più e che sia meno “avilente” della vita che conduciamo ora

 

 

Tiziano:   

 

– Con i soldi del libro ingrandirà la serra, magari investendo in ogm, comprerà ancora un po’ di terra, assumerà qualcuno (in nero) e fra qualche anno continuerà a dichiarare 200€ al mese ma girerà in porsche!E vissero tutti felici e furbetti…

 

 

Caterina B.:

 

Eccomi, scusa, ho avuto da fare!

Dobbiamo fare, ma non solo per gratificare noi stessi, ma anche per aiutare (e ti parlo spirtualmente) chi non riesce a rimboccarsi le maniche. Ma qui ce ne sarebbe da dire!!! Un abbraccio!

Alla prossima.

 

 

Caterina B.:  

 

Che strani che siete voi che vedete in questa persona l’assoluto desiderio di inc…re gli altri (scusa Tizi, non riesco a dire questa parola, ma in questa frase ci sta bene). Non pensi che una persona così abbia avuto coraggio di andarsene dalla città per cercare di auto-gestirsi? Una persona che vive in una casa di legno, che paga la corrente elettrica e ricava l’acqua da una pompa, che si scalda con il legno che trova, ma secondo te deve pagare anche cosa???? Non mi è chiaro, perdonami! Ma soprattutto non credi paghi la tassa sulla casa? Può essere che lo faccia no? Sarebbe da chiederglielo! E comunque credo che i cog…ni siamo proprio noi tizi, che continuiamo a farci il culo per quei 4 imbranati che abbiamo al governo e paghiamo loro le tasse, che non usano per lo stato, ma per andare in giro sulle auto blu, in elicottero, che non pagano le tasse (tanto per farti capire, che i primi a farlo dovrebbero essere quelli che ci comandano), che non pagano la sanità, che ci tolgono anche quei 2 o 3 servizi utili che abbiamo e così via all’infinito).

Se avessimo tutti un po’ di coraggio dovremo scappare dalle città e rifugiarci in qualche casa in mezzo al nulla, in mezzo alla campagna e imparare a coltivare.

Vedrai Tizi, non manca molto, saremmo obbligati tutti tra poco ad auto-gestirci.

Io la vedo così e perdonami, ma pensare subito che questo sia un ladro o un furbo e non un coraggioso proprio mi fa infuriare!!!

A venerdì!!!

Cate

 

 

Tiziano:

 

Bè, veramente.. nn ho la minima idea di cosa faccia sto tipo, ne ho viste e sentite di tutti colori e potrebbe essere un eremita o un furbetto ma io volevo solo scherzarci un po’ su.. Non ti arrabbiare..

 

 

Marco:

 

– Penso che se le cose continuano ad andare su questa strada, presto andremo i molti sui “monti” a zappare 😀

 

 

A.:

 

Penso che sia interessante ma non proprio coraggioso. Infatti, se è lodevole l’iniziativa di provare a “bastarsi” e auto sostenersi, il ragazzo  non parte sprovveduto, una casa in paese e dei genitori vicini facilita molto l’iniziativa…

Comunque bravo, è una bella prova di resistenza!

 

 

 

A.:

 

Penso che sia interessante ma non proprio coraggioso. Infatti, se è lodevole l’iniziativa di provare a “bastarsi” e auto sostenersi, il ragazzo  non parte sprovveduto, una casa in paese e dei genitori vicini facilita molto l’iniziativa…

Comunque bravo, è una bella prova di resistenza!

 

E.:

 

Penso che bisognerebbe imparare a cavarsela in situazioni in cui forse il mondo,presto o tardi, ci riportera’ a dover fare…perche’ qualcosa cambiera’ (?!?) La scelta del nostro amico pero’ e’ ambigua perche’ comunque fa uso di mezzi moderni.E poi vorrei sapere dove prende l’acqua potabile?In caso di malattia chiede comunque aiuto ai medici e ospedali?La casetta che si e’ costruito e’ sul terreno di chi?E nella vita VERA bisogna ricordarsi che esistono anche i predatori e/o i violentiche si prendono quello che vogliono….(cose e/o corpi) Percui scusami, ma intanto, io oggi trovo stupido unoche avendo studiato e avendo un lavoro sicuro fa questo.Avrebbe bastato secondo me vivere del proprio orto lavorandoci nel tempo libero, e prendersi qualche svago all’aria aperta. Comunque ognuno e’ libero di fare quello che vuole finche’ non  lede agli altri

 

 

Caterina B.:

 

Ciao cara, (E)

E’ bello sapere le opinioni della gente a riguardo! Ho ricevuto molte risposte!

Io penso sia coraggioso mollare tutto (cioè il lavoro e le abitudini legate al denaro) per vivere di quello che si ha! Se lo fossi anch’io, non mi lascerei scappare l’occasione! Credo che in un futuro non molto lontano, ci toccherà adattarci a vivere così. Se la vita non migliora, se la società non migliora e lo stato e la politica, se noi stessi non facciamo nulla per migliorare ci ritroveremo tutti in questa condizione, che a me sinceramente non dispiace! Inoltre non so come faccia con l’acqua e tutto il resto, ma se non nuoce agli altri qual è il problema?

Smack, Cate.

 

 

Antonello:

 

Penso che sia impossibile che tutti inizino a vivere come lui.

Sembra una persona che “basta a se stessa” e questa figura è impensabile in una qualsiasi società, anche aliena.

Pensa se tutti i medici, i ricercatori, i traduttori, i costruttori di pannelli solari e tutte le altre figure che “servono” nella società abbandonassero la loro professione.

Perfino gli Sciamani avevano bisogno delle offerte in natura (per mangiare e quindi vivere) per poter svolgere i loro ruolo.

Tuttavia è un interessantissimo “pezzo di un puzzle” per la costruzione un nuovo medello di società.

Bisognerebbe costruirne degli altri, diversi, per poi unirli insieme e (ri)creare quella società del futuro che tanto ammiro in Star Trek.

 

Anto.

 

 

Caterina B.:

 

Io credo che questo ragazzo abbia avuto coraggio! Come ho scritto anche ad altri, credo che se ne avessi almeno la metà del suo, lo farei anch’io! Sarebbe bello tornare tutti a questa vita (tanto alla fine accadrà) e quelli che hanno iniziato ora si troveranno bene nel futuro! Si tornerà al baratto Anto e ognuno vivrà per sé, ma anche per gli altri. Tanto sarà così! Non so se vivremo questo periodo, forse sì, ma se accadrà, tu ti senti pronto?

Cate.

 

 

 

Masterkenpo:

 

Condivido l’ idea e l’ invito ad una discussione allargata. Soprattutto se, a quanto ho capito, rivolta a parsone che viaggiano sulla stessa lunghezza d’ onda.

Io credo che, come dice Caterina, il fatto di essere auto sufficenti non implichi necessariamente una scelta di isolamento o di una qualche forma di misantropia. Essere auto sufficenti significa anche avere un surplus di “beni” atti a essere scambiati, appunto, con qualcosa che non si ha. Io trovo che ciò sarabbe bello e giusto. L’ importante è che l’ uomo faccia un passo in avanti dimenticando il concetti di possesso esclusivo, di ricchezza così come oggi la si intende, di egoismo. Si dovrebbe riuscire a vederci come inquilini, se non figli, della terra e non padroni assoluti, e capire che in realtà non siamo padroni di nulla, che niente di veramente importante ci appartiene realmente.

So di aver scritto cose forse scontate ma…..

 

 

Antonello:

 

Premesso che in qualsiasi società NESSUNO è autosufficiente (anche i contadini 2000 anni fa avevano bisogno del mercato) nella società che abbiamo creato ci sono delle figure professionali che non potranno mai esserlo. Certo, anche il chirurgo (che per essere tale non può lavorare come chirurgo per 2 ore al giorno) potrebbe vivere di solo baratto per ciò che gli serve ma sarebbe automaticamente dipendente da altri. Al chirurgo serve l’auto per spostarsi (a meno che non vogliamo tornare di colpo ai cavalli) e quindi di qualcuno che la costruisca. E via dicendo,

Per quanto riguarda il “coraggio” non tutti possono fare quello che ha fatto Devis. Se lo faremmo TUTTI ORA torneremmo a morire di appendicite, visto che non si può vivere solo di melanzane e ravanelli.

 

Per quanto riguarda l’aspetto filosofico, che non è assolutamente da trascurare, una società basata sul rispetto di madre terra e sul baratto, l’abbiamo avuta per molti secoli nella storia dell’unamità. Poi l’avidità dell’essere umano l’ha progressivamente distrutta fino a renderla quella schifezza che ben conosciamo.

Ora, cosa ci fa pensare che l’essere umano sia in grado di tornare sui suoi passi? Per quanto nobili noi possiamo essere, esistono sempre gli avidi che non esiterebbero a divenire i nuovi accaparratori di… ravanelli!!!!!

Quello che ha portato il genere umano sull’orlo di questo baratro è l’essere umano stesso. Come possiamo pensare di ri-costruire una società basata sul baratto quando gli umani che abitano la terra sono GLI STESSI che hanno causato quasi la sua distruzione?

Credo che, prima di tornare tutti in campagna come Devis, dovremmo risolvere questioni più urgenti, come quella secondo cui mentre in italia c’è chi prende una pensione di 90.000 euro al mese, in africa c’è chi va in giro scalzo perché non ha 2 euro (ma sarebbe meglio dire “nulla da barattare”).

E’ facile lanciarsi sulla via dell’entusiasmo ma spesso, così facendo, ci trasformiamo nelle stesse “marionette” che vorremmo combattere.

 

Anto.

 

 

Caterina e Max.

CHE NE PENSATE?ultima modifica: 2012-03-23T16:21:00+00:00da cat-max
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “CHE NE PENSATE?

  1. L’ inizio dell’ industrializzazione è stata una buona cosa. I progressi delle scienze sono ottima cosa. Ma bisognerebbe far rientrare il tutto nel giusto binario. La produzione deve essere funzionale all’ uomo e non viceversa, deve essere intesa e rivolta a rendere più agevole la vita degli uomini, di TUTTI gli uomini, e non vista come fonte di ricchezza per pochi, speculazione, eccesso.
    In coscenza : quante cose inutili vengono prodotte ? E quante, tutti noi, ne possediamo ?
    Forse che convertire delle forze lavoro, ad esempio, alla manutenzione, salvaguardia e riqualificazione del territorio sarebbe sbagliato?
    Sicuramente è vero : ” ……esistono sempre gli avidi che non esiterebbero a divenire i nuovi accaparratori di… ravanelli!!!!! ” , ma credo anche che ora avremmo gli strumenti intellettuali, di coscienza e conoscenza, e sprattutto di esperienza affinchè ciò non accada. E comunque, giunti a questo punto cosa avremmo da perdere ? Vogliamo continuare a vivere come i buoi sotto il giogo ? Indifferenti a tutto ciò che capita attorno a noi ? Facendo finta di non sapere che mentre mangio una ” merendina ” perchè ” ho voglia di qualcosa” un mio fratello (adulto o bambino non importa) in questo preciso momento sta morendo di fame, DI FAME.
    E tutto questo perchè alcuni mostri hanno deciso di impostare l’ economia in un certo modo, facendoci credere che era giusto, illudendoci con gli specchietti per le allodole !!!!!
    Utopico ? Forse ! Ma coscente !!!!

  2. Caro Patrizio,
    sono assolutamente d’accordo con te! C’è troppo di tutto in questo mondo e spesso non ce ne rendiamo conto. In realtà noi, soprattutto occidentali, non ci accontentiamo di ciò che abbiamo e siamo stati abituati così fin dalla nostra nascita e non è colpa dei genitori, ma della società che ci obbliga a stare su una determinata linea, ad avere determinati sensi di colpa, ad avere dubbi, rimorsi, rimpianti. E’ per questo motivo che una persona come Devis è da ammirare, perché ha deciso di non rimanere in quegli schemi e se ne è liberato.
    C’è tecnologia e “tecnologia”. La prima obsoleta e inutile, come cellulari che ti intrappolano in determinate situazioni, armi usate senza uno scopo ben preciso, chips con una non ben specifica funzione e così via. La seconda è più una tecnologia che ci agevola la vita, come il riscaldamento, il “rubinetto”, l’aria condizionata (che però vista da un altro punto di vista è dannosa alla natura), e tante altre belle cose.
    Ma qui ce ne sarebbe da discutere! Io comunque sono per la natura, per il contatto con essa, senza diventare eremiti, ma semplicemente uomini. Quando vado in montagna e mi metto ad ascoltare i rumori che mi circondano di uccellini, di foglie al vento e nient’altro, riesco anche ad ascoltare me stessa, cosa che in una città troppo civilizzata non si riesce più a fare. Bisognerebbe trovare una via di mezzo, chissà se esiste!?
    Un abbraccio, Caterina.

Lascia un commento