Quelle notti…

Anche con questo ho partecipato ad un concorso…

 

Quelle notti sono sembrate interminabili,

poi la vita è ricominciata

 

Ognuno cerca in continuazione un motivo per continuare a vivere e non mollare. C’è chi per rabbia e per rancore si ripara in emozioni artificiali; c’è chi per odio uccide se stesso, ferendo e umiliando gli altri; c’è chi per amore si abbandona a forti passioni, travolgendo chiunque.

 

Incontrollabili sono le emozioni che circondano in ogni attimo la vita, esse travolgono e tramortiscono il mondo notturno. Un esempio? Me stessa. Il terrore di non svegliarmi più, il tremolio delle mani, gli occhi che lacrimano e l’anima che piange. Tutto questo era la paura della morte, mi travolgeva nell’adolescenza e credevo di non vedere più la luce: le notti erano interminabili. Nel letto gli occhi, invece di chiudersi, si spalancavano e rimanevo immobile, con le lacrime che scendevano, cercando di capire cosa significasse non vedere, non sentire e soprattutto non esistere più. Questa paura mi colpiva tutte le notti. Era un dolore indescrivibile, mi prendeva lo stomaco, il cuore correva all’impazzata e guardavo il buio! Non ne parlavo con nessuno per paura d’essere incompresa e derisa. Era un mondo insormontabile ed incomprensibile; vivevo il risveglio mattutino come un meraviglioso dono che terminava una notte da incubo. Di giorno questa paura si nascondeva nell’ombra della luce e anche se gli occhi erano spesso gonfi di lacrime, le attività diurne proseguivano con impegno e dedizione, accompagnate dalla segreta speranza che il tramonto non giungesse mai. Purtroppo la notte arrivava!

 

Mascheravo le paure deviando i pensieri negativi. Trascorrevo con amici serate strambe, dove alzavo il gomito e appoggiare la testa sul cuscino era più semplice. Cercare un’amica in ogni uomo come completamento della mia vita pareva una soluzione e la fine delle notti in bianco! Ma questo era un palliativo.

Iniziai a tenere un diario, che aprivo specialmente di notte. Nella solitudine scrissi:

 

 

“Riuscirò un giorno ad aprire quella porta che ognuno ha dentro di sé e vedrò oltre!

 

 

Scoprirò un mondo di sorrisi e di felicità!

 

Vedrò uomini dai volti sereni con le mani rivolte a me!

Vedrò una vita colma di bambini che danzano e cantano al suono perpetuo di una musica!

Vedrò solo luce ed essa entrerà in me ed il cuore batterà più forte.

Vedrò il moltiplicarsi dei fiori, degli alberi e degli animali…tutto sarà splendente.

 

L’amore e la serenità non mancheranno!

E poi la vita sarà vita, sarà gioire e sognare, credere e fantasticare!

Non vi saranno confini, limiti e non vi sarà fine!

Sarà la città più bella del mondo, anzi lo è già.

Basta solo spingere quella porta e poi richiuderla.”

 

 

In breve, il diario diventò il mio confidente e una raccolta di poesie e pensieri sparsi, che descrivevano la mia vita notturna. Grazie ad esso, conobbi il coraggio di confrontarmi con persone che allora ritenevo importanti. Mi confidai con un’amica,raccontandole di come la paura di morire m’incatenasse fino al mattino; non disse una parola e la mattina dopo mi portò un libro, il quale sostiene l’infinità della vita. La lettura mi portò gioia, serenità e speranza. Iniziai a vedere e a comprendere il dono della vita come specchio di un passato da portare a termine; chiamatelo destino, karma o il decorrere del tempo ordinario. Pensando al risveglio da una lunga e buia notte e al ritrovarmi nella luce, mi paragonavo ad un bruco e mi chiedevo:”Diventerò un giorno una farfalla?”

 

 

La vita ricominciò! Iniziai a volare e tutto ebbe un senso. Intrapresi un percorso che mi avrebbe portato alla persona che sono ora.Per anni desiderai risposte e non casualmente conobbi le persone giuste al momento giusto che completarono il puzzle della mia nuova esistenza. Ero consapevole di aver imboccato una via che mi avrebbe portato ad una migliore conoscenza di me stessa e degli altri.

 

 

Imparai ad amare la vita, nonostante i suoi continui ed estenuanti esami. Tutti ci chiediamo il motivo di tante sofferenze e dolori: essi sono necessari per imparare. Il fatto è che l’uomo non vuole vedere la felicità, o forse la vede, ma ha paura che essa lo cambi. Certo siamo sempre colpiti da difficoltà; c’è chi perde una persona cara, qualcuno non ha da mangiare e qualcun altro si sente colpito da invidie o gelosie. Tuttavia ognuno è qui per uno scopo preciso: chi per imparare, chi per insegnare e chi per guarire. Credo che, per far ricominciare la propria vita e rendere pura energia quelle notti interminabili, basti essere e volere. Ciascuno ha dentro di sé la forza per trasformare dolori, paure, traumi e delusioni in luce ed energia da donare agli altri con amore e gratitudine: la vita è questa! Ve lo dice una persona che ha imparato a gioire in piccole cose e ad amare incondizionatamente. Il segreto è la consapevolezza! Ciò non significa nascondere il proprio carattere o accettare qualunque cosa, ma tacere e perdonare in taluni casi, parlare e giudicare in altri, comprendendo i limiti propri e altrui, con l’unico intento di crescere insieme, sempre che si desideri farlo.

 

 

In questo caso limitiamoci ad amare e questa è davvero una gran cosa.

 

 

Caterina

Quelle notti…ultima modifica: 2010-06-26T11:17:25+02:00da cat-max
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